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21 marzo 2011
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permalink | inviato da orchestrateatralica il 21/3/2011 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
24 novembre 2010
teatro
Acqua
Dopo quattro anni torna a Roma



Segnalato al Premio di Scrittura Teatrale Fara Nume con la motivazione

“Monologo maestro di trasformazioni lampo; situazioni che seguono un processo di negazione ed affermazione continuo a volte simultaneo. Teatro contemporaneo.”


Convincente e ricca di pathos l’interpretazione, toccante e incisivo il testo.                

Alessia Luce per www.teatroteatro.it

Un testo forte, emozionale, recitato come fosse una cascata d’acqua…

Cristina Loizzo per www.teatroviviani.it

 

Juan è un desaparecido. Scappato da Altrove e rifugiatosi Qui. “Ogni mattina vado a guardare il mare e trovo sempre lo stesso pescatore”. A lui, uomo di una lingua diversa, decide di raccontare la sua storia. Vuole raccontare la sua storia fatta di ricordi spezzettati e smozzicati. “Sono una statua di pezzi accumulati”. Una storia raccontata con ironia e con ingenuità da chi non ha avuto il coraggio. Da chi era impaurito. “Ci si ricorda di popoli che non hanno reagito ma non di singoli che avevano paura”. Il suo Altrove, da cui è riuscito a fuggire, sono le nostre Abu Ghraib e Guantanamo, il Cile di Pinochet e l’Italia del Fascismo.  E adesso è Qui perché vuole che qualcuno lo conosca. "Conosca me. Perché? Perché non voglio sparire.” Come tutte le storie.

Acqua è la storia di un desaparecido fuggito dalla propria identità per poter salvarsi. Nell’arco del suo racconto ha la forza di ironizzare nella maniera più ingenua, semplice, naturale e a volte divertente la sua drammaticità. Ma alla fine ciò che rimarrà alla platea, sarà il continuo pensiero di chi, come lui, cerca di dimenticare e magari guardare altrove, non sapendo che tutto rimarrà sempre dentro. “Mi è rimasta attaccata addosso, come una macchia di vino. Ci ho buttato del sale. La macchia è rimasta, ma adesso attorno non ci cresce più niente”. Oggetti essenziali arricchiscono simbolicamente uno spazio denso di persone ricordi e ambienti diversi. Accompagnando lo spettatore da un universo all’altro,  da un strada all’altra, da un paesaggio all’altro, il narratore gli pone davanti una storia di quelle che il mondo ignora. “Il mondo è abile a fare finta di niente. A scorrere senza guardare. Come i titoli di un giornali. Scorri e passi avanti.


Piccolo Re di Roma, Via Trebula 5 - Roma
Domenica 12 dicembre 2010
ore 21

9 settembre 2010
teatro
Meraviglioso Umano - Terza edizione
Al via le iscrizioni alla terza edizione del Laboratorio Teatrale
Il Meraviglioso Umano
presso la Sala Teatro San Damaso - via di Monteverde, 10 Roma
tenuto da
Giovanni Avolio
Valeria De Angelis

per info ed iscrizioni:
Valeria
334 1277453


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