Dopo quattro anni torna a Roma
Segnalato al Premio di Scrittura Teatrale
Fara Nume con la motivazione
“Monologo maestro di trasformazioni lampo;
situazioni che seguono un processo di negazione ed affermazione continuo a
volte simultaneo. Teatro contemporaneo.”
Convincente
e ricca di pathos l’interpretazione, toccante e incisivo il testo.
Alessia Luce per www.teatroteatro.it
Un testo
forte, emozionale, recitato come fosse una cascata d’acqua…
Juan è
un desaparecido. Scappato da Altrove e rifugiatosi Qui. “Ogni mattina vado a
guardare il mare e trovo sempre lo stesso pescatore”. A lui, uomo di una lingua
diversa, decide di raccontare la sua storia. Vuole raccontare la sua storia
fatta di ricordi spezzettati e smozzicati. “Sono una statua di pezzi
accumulati”. Una storia raccontata con ironia e con ingenuità da chi non ha
avuto il coraggio. Da chi era impaurito. “Ci si ricorda di popoli che non hanno
reagito ma non di singoli che avevano paura”. Il suo Altrove, da cui è riuscito
a fuggire, sono le nostre Abu Ghraib e Guantanamo, il Cile di Pinochet e
l’Italia del Fascismo. E adesso è Qui
perché vuole che qualcuno lo conosca. "Conosca me. Perché? Perché non
voglio sparire.” Come tutte le storie.
Acqua è
la storia di un desaparecido fuggito dalla propria identità per poter salvarsi.
Nell’arco del suo racconto ha la forza di ironizzare nella maniera più ingenua,
semplice, naturale e a volte divertente la sua drammaticità. Ma alla fine ciò
che rimarrà alla platea, sarà il continuo pensiero di chi, come lui, cerca di
dimenticare e magari guardare altrove, non sapendo che tutto rimarrà sempre
dentro. “Mi è rimasta attaccata addosso, come una macchia di vino. Ci ho
buttato del sale. La macchia è rimasta, ma adesso attorno non ci cresce più
niente”. Oggetti essenziali arricchiscono simbolicamente uno spazio denso di
persone ricordi e ambienti diversi. Accompagnando lo spettatore da un universo
all’altro, da un strada all’altra, da un
paesaggio all’altro, il narratore gli pone davanti una storia di quelle che il
mondo ignora. “Il mondo è abile a fare finta di niente. A scorrere senza
guardare. Come i titoli di un giornali. Scorri e passi avanti.
Piccolo Re di Roma, Via Trebula 5 - Roma
Domenica 12 dicembre 2010
ore 21